Modena: Il consorzio e le sue anomalie ...
La nota della Coldiretti, conseguente alle vicende giudiziarie che vedono coinvolto il direttore del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, è indicativa dello stato d’animo di una parte del mondo dell’agricoltura. Nel messaggio l’associazione agricola accusa in modo diretto anche la Regione Emilia-Romagna. Per quanto mi riguarda voglio rimarcare che in questi anni sono intervenuto più volte, anche attraverso la presentazione di numerosi atti ispettivi alla Giunta regionale, sia in merito alla questione Consorzio del Parmigiano-Reggiano, sia su scelte discutibili da parte dell’assessorato all’Agricoltura.
Proprio la settimana scorsa, l’Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, ha risposto ad una mia interrogazione prendendo diciamo le parti del Consorzio: “Il Consorzio del formaggio Parmigiano-Reggiano è un consorzio volontario, dotato di piena autonomia statutaria e funzionale, la Regione Emilia-Romagna non svolge alcuna attività di indirizzo e di controllo sia nei suoi confronti sia nei confronti di società ad esso riconducibili.” Sostanzialmente la Regione se ne lava le mani. La Regione avrebbe la possibilità (da Statuto del Consorzio) di designare un proprio rappresentante, con funzione di controllo, all’interno del Consiglio di Amministrazione del Consorzio stesso, attività ispettiva alla quale pare abbia rinunciato. All’assessore Rabboni avevo comunicato il problema dell’azienda I4S Srl, società con un debito consistente che in un certo qual modo fa concorrenza diretta sui mercati agli stessi soci del Consorzio. Avevo poi sollevato la questione delle forme stoccate nei depositi delle aree colpite dal terremoto. Affrontato il tema del made in Italy, dei prodotti contraffatti che invadono i mercati stranieri e nazionali. E poi le discrasie presenti nella legge sui nitrati, che raddoppiata la burocrazia per le nostre aziende. Le truffe sulle etichettature dei prodotti agricoli. Ho chiesto maggiori tutele per la food valley, un impegno per la promozione del Parmigiano-Reggiano di montagna, la difesa del marchio. Ho più volte lamentato il fatto che gli incentivi vengono garantiti solo a pochissime aziende, come Parmareggio e Granterre. I fondi regionali quasi inesistenti sulla Misura 121, collegata a progetti di ammodernamento delle aziende private e all’incentivazione di nuove tecnologie. La realtà è che la Regione Emilia-Romagna ha lasciato carta bianca al Consorzio. Rabboni ha il dovere di prevedere forme di controllo come previsto dallo stesso Statuto. Le aziende produttrici di Parmigiano-Reggiano chiedono alle istituzioni regionali un impegno concreto: contributi per l’abbattimento degli interessi passivi, variazioni del Piano di Sviluppo Rurale Regionale (incentivi per le aziende ubicate in montagna, semplificazione delle procedure per i progetti di filiera), iniziative volte al contenimento dei costi di produzione, tutele sul mercato estero. Per ora, poco è stato fatto, la Regione deve cambiare registro, il vaso è ormai colmo. Fabio Filippi Gruppo Assembleare Forza Italia Fabio Filippi Bologna, 21/02/2014
|