Modena: Agricoltura, tutelare ‘Made in Italy’. Contro la ‘piaga’ della contraffazione, Leoni: La Regione faccia di più’ Stampa
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ModenaNews - Cronaca
Scritto da Il Consigliere regionale Dott. Andrea Leoni   
Lunedì 10 Febbraio 2014 16:56

Modena: Agricoltura, tutelare ‘Made in Italy’. Contro la ‘piaga’ della contraffazione, Leoni: La Regione faccia di più’

Quali iniziative ha messo in campo la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, per quanto di competenza, per combattere la piaga della contraffazione e della falsificazione dei prodotti agroalimentari italiani e, in particolare, di quelli emiliano-romagnoli?
Lo chiede il consigliere Andrea Leoni in un’interrogazione, in cui segnala che le associazioni di categoria agricole denunciano come la contraffazione e la falsificazione di un “elenco ormai sterminato” di prodotti ‘Made in Italy’ facciano “perdere all’economia italiana oltre 60 miliardi di euro di fatturato”. Il comune denominatore delle imitazioni e contraffazioni di prodotti italiani - scrive il consigliere - è l’opportunità, per un’azienda all’estero, di ottenere un vantaggio associando indebitamente ai propri prodotti l’immagine del ‘Made in Italy’, apprezzata dai consumatori stranieri, senza che vi sia in realtà alcun legame con il sistema produttivo italiano.
Una pratica “grave”, - afferma - sia per i consumatori, sia per le imprese italiane, tanto che “appare necessario fare chiarezza a livello nazionale e europeo affinché sia esteso a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari, come previsto dalla legge italiana rimasta fino a oggi inapplicata”.
Andrea Leoni sollecita quindi la Giunta a rappresentare al Governo nazionale la necessità che questa leggi trovi applicazione
Bologna, 10 febbraio 2014
Comunicato stampa
10 febbraio 2014

Al Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Il sottoscritto Andrea Leoni, Consigliere regionale,

premesso
che le associazioni di categoria agricole denunciano come la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari ‘Made in Italy’ fa perdere all’economia italiana oltre 60 miliardi di euro di fatturato;

considerato
che si è arrivati a colpire i prodotti più rappresentativi dell’identità alimentare nazionale con danni economici e di immagine insostenibili;
che il comune denominatore delle imitazioni e contraffazioni di prodotti agroalimentari italiani è l’opportunità, per un’azienda all’estero, di ottenere un vantaggio associando indebitamente ai propri prodotti l’immagine del ‘Made in Italy’ apprezzata dai consumatori stranieri, senza che vi sia in realtà alcun legame con il sistema produttivo italiano;
che in tale modo appare evidente la concorrenza sleale, attuata nei confronti dei produttori italiani impegnati a garantire standard elevati di qualità ai prodotti nazionali;

visto
che purtroppo ormai è sterminato l’elenco di prodotti agroalimentari italiani d’eccellenza che subiscono contraffazioni ed imitazioni come ad esempio:
il Parmigiano Reggiano, che è il più copiato nel mondo con il Parmesan diffuso in tutti i continenti;
i vini italiani più prestigiosi come il Valpolicella, che viene prodotto all’estero grazie ad un apposito kit; oppure il falso Chianti americano, ma anche il Kressecco o il Meer-Secco tedeschi che imitano il prosecco e persino il Barbera rumeno;
i formaggi come il Pecorino friulano, il Romanello e il Crotonese prodotti in Canada o la Gorgonzola sauce realizzata in Germania;
i falsi salumi ‘Made in Italy’ che vanno dalla Mortadela siciliana rumena, al Salame tipo Milano fatto in Brasile, dal Cacciatore salami e la Soppressata salami prodotti in Canada, al Prosciutto cotto Villa Gusto diffuso in Germania;
e anche l’olio e il vino rientrano nei prodotti italiani fortemente imitati all’estero dove si possono trovare il Pompeian oil del Maryland (Stati Uniti);

valutata

grave questa pratica, sia per i consumatori e sia per le imprese italiane, e pertanto appare necessario fare chiarezza sia a livello nazionale, sia europeo affinché sia esteso a tutti i prodotti l'obbligo di indicare in etichetta l'origine dei prodotti alimentari, come previsto dalla legge italiana rimasta fino ad oggi inapplicata;

INTERROGA


la Giunta regionale dell’Emilia Romagna per sapere:

1) se sia a conoscenza dell’alto tasso di contraffazione e falsificazione che subiscono i prodotti italiani ed in particolare quelli emiliano romagnoli;
2) in caso affermativo, quale giudizio ne dia e quali azioni, per quanto di propria competenza, ha realizzato per combattere questa piaga;
3) se e in quale modo intenda rappresentare, al Governo nazionale, la necessità che la legge italiana, che obbliga all’indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti alimentari, trovi applicazione.
Andrea Leoni