A single man, una triste meditazione sulla solitudine Stampa
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ItaliaNews - Intrattenimento
Scritto da Achille Della Ragione   
Venerdì 05 Febbraio 2010 17:49

A single man, una triste meditazione sulla solitudine

Tim Ford, alla sua opera prima ricavata dal libro di Ischerwood, centra subito il bersaglio con un film intenso e ricco di spunti di meditazione, non tanto sul mondo dei gay, quando sul dramma della solitudine dell’uomo moderno, sulla crisi della famiglia, sull’ipocrisia della società.

La storia è ambientata a Los Angeles nel 1962, al tempo della crisi con Cuba, ed è imperniata su un docente universitario che si ritrova solo dopo la morte per incidente del suo compagno e pensa di mettere fine ai suoi giorni, dopo aver ripercorso le tappe fondamentali della sua vita, tra le quali anche un’attrazione, ben più di un’amicizia, per una donna, interpretata alla grande da Julianne Moore.
Solitudine, malinconia, lo scorrere inesorabile del tempo, l’inutilità del nostro affannarsi quotidiano sono i pensieri che si affollano nel suo cervello e gli fanno trascurare le numerose profferte sessuale di baldi giovanotti, che subiscono il fascino perverso della sua bellezza e della sua intelligenza.
Un decor trascolorato, una musica avvincente, dei primi piani da manuale fanno da cornice ad una storia di solitudine e di sconfitta, nonostante l’apparenza dei vacui obiettivi raggiunti: una cattedra universitaria, una bella casa, una posizione sociale rispettata.
Un film da vedere, anche se bisogna sopportare ripetute visioni di corpi nudi maschili(consigliabili ad un occhio femminile o gay) ed una serie di baci omosessuali da far venire il voltastomaco.
Achille della Ragione

Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Febbraio 2010 17:58